Edas | Recensioni
14 Febbraio 2009
Franz Riccobono
Immagini di Messina 1908-1909
"Immagini di Messina – 1908-1909" fa seguito a una precedente opera della stessa editrice pubblicata nel dicembre del 2007, "Il Terremoto dei Terremoti – Messina 1908, dello stesso autore, lo storico messinese Franz Riccobono, direttore, fra l`altro, della collana "Messina e la sua Storia".
"Immagini di Messina- 1908-1909" si compone di due parti, l`una complementare all`altra. La prima, costituita da un saggio, suddivisa in sintetici ed efficaci capitoli, in cui vengono ripercorse, come in un caleidoscopio, le vicende drammatiche, che, nel corso della sua storia, hanno visto protagonista una terra "ballerina", partendo dall`origine mitica dei terremoti nello Stretto fino alla tremenda tragedia del 1908, che ha quasi raso al suolo una città, cancellandone il volto e segnando "mutamenti radicali ed a volte irreversibili nella vita e nelle abitudini dei messinesi". La seconda, formata da una ricca iconografia di 150 immagini, molte delle quali inedite, suddivise per gruppi, provenienti dall`archivio dell`autore, che costituiscono un itinerario visivo, organico e articolato, di grande impatto emotivo, volto a marcare momenti di dolore e di macerie, di vita e di morte, di una città martoriata, che, nel corso dei secoli, ha dovuto subire i tremendi colpi inferti dalla natura e, al contempo, un massiccio vandalismo ad opera degli uomini.
Passione civica e serietà documentaristica, acume critico e severità investigativa, capacità rara di leggere oltre le immagini, sono i caratteri basilari di quest`opera.
Ma è nell`esegesi critica di quanto avvenuto nell`immediatezza dell`evento e nelle modalità degli interventi attuati subito dopo, che Franz Riccobono dimostra avvedutezza e capacità analitica da poter accreditare al suo volume un indiscutibile valore propedeutico.
Senza sminuire l`entità del disastro, mediante un`attenta analisi dei documenti dell`epoca, delle testimonianze, della documentazione fotografica, Franz Riccobono tende a smentire numerosi luoghi comuni, esagerazioni e bugie, che determinarono strumentalizzazione, speculazione e benefici di cui godettero solo pochi privilegiati.
Un discorso a parte meritano le Immagini riprodotte nel volume, suddivise in cinque gruppi, un itinerario attraverso i luoghi della memoria, che mostrano un paesaggio apocalittico, quasi surreale, se non fossero di drammatica realtà. Numerosi fotografi, alcuni professionisti, altri dilettanti, fissarono sulle loro lastre le macerie di una città sbriciolata e quasi rasa al suolo. Pittori insigni diedero origine a una smisurata produzione di cartoline postali, talvolta ritoccate e artefatte, che però resero possibile diffondere nel mondo le immagini di una immane tragedia.
Matteo Allone |
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Gazzetta del Sud 6 luglio 2004
"L`ingegnere di Babele" Libro di Andaloro
Primo lavoro di Daniele Andaloro, dal titolo "L`ingegnere di Babele", edito da "Edas-Edizioni dott. Antonino Sfameni" di Messina. Dato alle stampe grazie a un autofinanziamento, il libro rappresenta un omaggio agli scrittori più sensibili della nostra isola, da Tomasi di Lampedusa a Sciascia, da Consolo a Bufalino, al quale ultimo è dedicata la copertina, recante un`illustrazione di Rita Gennari, dal titolo "Salvataggi", tratta da un`idea proprio di Bufalino. E l`idea del "salvataggio" ispira questo tentativo di estrarre, dai marosi del disagio quotidiano e universale, le piccole verità. |
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Gazzetta del Sud 15 gennaio 2000
Tra Scilla e Cariddi, storie di navi e di uomini
Antonino Sarica
Alla storia dei servizi di collegamento delle rive siciliana e calabrese dello Stretto di Messina, sono già state dedicate varie pubblicazioni più o meno estese e documentate. Tuttavia è giusto che le vicende del passato, ma anche le problematiche attuali, inerenti a tali essenziali trasporti marittimi, che conservano una indiscutibile rilevanza economico-sociale, siano ancora meglio studiate e approfondite. Ben venga quindi il nuovo libro di Giacomo Iapichino Tra Scilla e Cariddi, "storie di navi e di uomini", che appunto di storia e attualità dei ferry-boats dello Stretto lungamente e minuziosamente tratta. Proposto da Edas come sedicesimo titolo della collana "Messina e la sua storia", il volume si fa in primo luogo apprezzare per gli interessanti contenuti, e non meno per i tanti puntuali riferimenti bibliografici. È inoltre una vera miniera di notizie, anche inedite, su fatti e personaggi, segno evidente di attente ricerche in archivi e biblioteche, oltreché di un intenso lavoro sul campo alla ricerca di testimonianze dirette in qualche caso preziose. Iapichino non è certo nuovo agli studi intorno a questa particolare tematica; dei quali ha già dato conto negli scorsi anni, sia pure in sintesi, a esempio nel libro Aspettando il Ponte (1990) o nell`articolo L`attraversamento dello Stretto di Messina apparso nel 1993 nella rivista "Kineo". Adesso, con quest`ultimo suo lavoro, ha voluto offrire un panorama storico ben più ampio e articolato, in cui trovano posto e adeguata considerazione i fatti politici, i problemi e le scelte di natura tecnica, le esigenze economiche, le istanze umane e sociali. Il libro è insomma frutto di impegno lungo e assiduo: vede infatti la luce - nota lo stesso autore, che è comandante sulle navi traghetto delle Ferrovie dello Stato - dopo "trent`anni di riflessione su una realtà [...] vissuta dall`interno e con gli occhi di chi ama il proprio lavoro...". Uno sguardo, in apertura, all`antichità classica, e via via attraverso i secoli, rievocando gli avvenimenti salienti che hanno visto protagoniste le due sponde dello Stretto, e in particolare quella peloritana, fino al regno dei Borbone, per evidenziare l`importanza strategica che in ogni epoca ha avuto questo mitico braccio di mare. Bisogna però giungere alla prima metà dell`Ottocento, ricorda il libro, per vedere attivi taluni quasi regolari servizi di collegamento: la "barca corriera" a vela, per il passaggio da una riva all`altra della costa, o la grossa imbarcazione a remi colorata di bianco e celeste e nel migliore dei modi attrezzata per accogliere alcuni passeggeri. Quindi, decenni dopo, i piropontoni e finalmente, verso la fine dell`Ottocento, i primi veri e propri ferry-boats, le navi cioè dotate di binari per il traghettamento dei carri ferroviari. La storia dei ferry-boats dello Stretto si snoda, da allora, attraverso innumerevoli avvenimenti e non meno copiose avversità: fra le tante, un disastroso sisma, nel 1908, e due guerre mondiali. Ed è una storia segnata, naturalmente, da mutamenti politici ed economici, dalle evoluzioni tecniche e scientifiche nei settori navale e ferroviario, dalle variazioni delle correnti di traffico. Una storia complessa, variegata e non priva di fascino, in cui molteplici episodi e personaggi si intrecciano, che Iapichino si è imposto di narrare a tutto tondo, compiutamente, senza nulla tralasciare, potendo anche far conto su un corredo di immagini davvero cospicuo. Con particolare attenzione sono nel volume considerati quelli che l`autore definisce gli "anni della svolta", ovvero gli anni Sessanta, che videro intanto la nascita del primo sindacato autonomo del personale navigante, che significava una vera rivoluzione sul piano contrattuale, e poi la grande novità dell`avvento dell`imprenditoria. Efficace e convincente l`analisi che l`autore fa proprio in merito alla nascita del sindacato del personale navigante, che peraltro si divise presto in due: uno a rappresentare lo stato maggiore delle navi traghetto e l`altro il personale esecutivo. "Si trattava - egli afferma fra l`altro - di associazioni professionali monotematiche che avevano l`obiettivo di "portare denaro" alla categoria". Stavano fuori dalla logica dei grandi sindacati, mentre avevano un potere contrattuale enorme. E "furono anni di autentico incendio sulle rotte dello Stretto". Quanto all`avvento del servizio privato, Iapichino opportunamente osserva che esso volle dire di certo "vantaggio economico alle città dello Stretto in termini occupazionali", ma anche enormi disagi. Che derivavano, specialmente a Messina, dall`aver situato i punti di approdo delle "zattere" in posizioni a dir poco infelici, e che erano destinati a ingigantirsi col passare degli anni, fino a compromettere oltre ogni limite la qualità della vita. |
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